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il far west dei senza controllo

La storia è sempre quella: fregarsene delle regole e zero controlli. Stiamo parlando di criptovalute – le monete che pur non esistendo contano moltissimo - e del loro mercato. Che la settimana scorsa ha fatto “sbreng!” neanche fosse un Velosolex sollecitato oltre misura. (Se non sapete cosa sia e cosa abbia rappresentato il Velò per milioni di ragazzi negli anni ’60, leggetequi.)


Tornando alle criptovalute, la storia di Sam Bankman-Fried fondatore della piattaforma Ftx per la negoziazione delle “monete che non ci sono” e titolare di molte altre società, è da manuale. Coccolato sino all’altro ieri nonostante le sue bizzarrie da nerdazzo talentuoso (amava presentarsi ai convegni in bermuda e infradito ai piedi) era famosissimo nel settore: Alameda una delle sue società - un hedge-fund altamente speculativo - era arrivata a capitalizzare quasi 32 miliardi di dollari.


Poi un brutto giorno FTX ha portato i libri in tribunale. La crisi di liquidità conseguente al crollo delle quotazioni di alcune criptovalute ha svelato la solita vecchia storia di “vizi privati & pubbliche virtù”. Ovvero incroci illeciti tra diverse società di cui Sam Bankman-Fried è proprietario. Per farla breve, i soldi degli (ignari) investitori venivano impiegati per farsi – letteralmente – gli affari propri. Secondo le accuse, anche privati. Risultato: un milione di risparmiatori spennati come polli e (almeno) dieci miliardi di dollari andati in fumo.


E così si scopre che anche nei mercati finanziari le società immobiliari che trattano gli investimenti più moderni al mondo (criptovalute e altri cazzabubboli da fantascienza cibernetica) si comportano esattamente come i magliari del gioco delle tre carte all’uscita del metrò. Anche la ragione è sempre la stessa: disprezzo delle regole e assenza di controllo. A ben vedere ciò che puntualmente succede quando si costruisce dove non si dovrebbe e cadono quattro gocce d’acqua in più.

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