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non tagliare, spalma

Aggiornamento: 23 mag 2023

Chiediamo perdono, ci siamo fatti scappare un appuntamento importante. Ne parliamo solo ora in (grave) ritardo: domenica 5 febbraio si festeggiava il “Wolrd Nutella Day”. Inventato dalla blogger americana Sara Rosso e adottato ufficialmente dal 2015 dal gruppo Ferrero, è giunto alla sedicesima edizione. “I fan hanno iniziato a celebrare Nutella® condividendo immagini, idee, ispirazioni e ricette sui social media: è così che il World Nutella® Day è diventato un fenomeno globale” dichiara l’Azienda sul sito dedicato all’evento. Un vero e proprio “compleanno social”: l’hashtag della festa ha superato i 72 milioni di interazioni. Intendiamoci, la Nutella può non piacere. Come possono non piacere le 500 Abarth o il formaggio Philadelphia.


Ma è fuor di discussione che Nutella è a tutti gli effetti un capolavoro di marketing prim’ancora che un fenomeno di costume. Il Nutella Day, iniziativa nata spontaneamente dalla passione di un consumatore, ne è testimonianza ed esempio al tempo stesso. Dal film “Bianca” di Nanni Moretti sino al libro “Nutella Nutellae” di Riccardo Cassini, successo editoriale citato dai linguisti della Sorbona di Parigi oltre che dalla prestigiosa rivista “New Yorker”, la crema spalmabile che può vantare il maggior numero di imitazioni al mondo è uno dei pochi brand mondiali la cui notorietà attraversa in modo trasversale gruppi sociali, profili demografici, popoli e nazioni.


Come spesso (o meglio: come quasi sempre) accade in Italia, le idee divenute grandi prodotti sono il frutto del capitalismo familiare. Inventata nel 1951 da Pietro, geniale pasticcere di Alba, viene perfezionata dal figlio Michele nel 1964 quando, dopo molti tentativi, trova un equilibrio miracoloso tra latte, cacao e frutta secca. Michele Ferrero è un uomo che pensa in grande in ogni cosa faccia. E’ lui che sceglie un nome adatto ad un mercato globale. Un nome semplice e memorabile nel quale il sostantivo “nut” (nocciola in inglese) acquista la carica d’affetto donata dal suffisso vezzeggiativo “ella”.


Il resto è cronaca. Come i milioni di vasetti di Nutella trasformati in orridi bicchieri che arredano (si fa per dire) milioni di case nel mondo. Diciamo che forse questo è il solo elemento disdicevole di una storia che andrebbe insegnata nelle scuole di ogni ordine e grado. Non solo la storia di un’impresa di straordinario successo, ma soprattutto la cultura che sta dietro a questo successo. Che ci piaccia o no, tra le molte altre cose che dànno senso alla nostra esistenza c’è il bisogno che qualcuno riconosca che abbiamo la stoffa per fare… qualcosa che solo noi sappiamo fare in quel modo. E’ la benedetta diversità che ha trasformato un piccolo disgraziato paese uscito distrutto dalla guerra, nella seconda potenza manifatturiera d’Europa, l’inventore di uno stile di vita ammirato e copiato nel mondo.


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