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nove metri quadrati di passione

Aggiornamento: 23 mag 2023

“Piccolo è bello”. Lo ricordate? Era uno slogan, a dire il vero abbastanza deficiente, di moda qualche anno fa. Poi per nostra fortuna l’abbiamo gettato nel dimenticatoio. Nel frattempo, nel doppio ruolo di produttori e consumatori quali tutti noi siamo, abbiamo imparato che “piccolo – medio – grande – grandissimo” – possono tranquillamente essere sia orribili sia meravigliosi. Insomma, che dipende.


Questa però è una storia che più piccola non si può. Riguarda il più piccolo panificio d’Europa, meno di nove metri quadrati. Si trova a Milano, zona Porta Venezia. E’ la storia di Matteo Trapasso, il temerario ventiquattrenne che pochi mesi fa ha aperto il suo TraMa nella città dove gli affitti hanno superato le stelle della Cintura di Orione. Ma lui, Matteo, voleva fare le sue torte e i suoi pani nella città più città della Lombardia.


Ne parliamo non tanto perché il sogno di Matteo si sta avverando - ogni giorno il micro-panificio sforna una decina di torte e 50 chili di pane – ma perché è un progetto a tutti gli effetti. Riguarda sia l’offerta di prodotto, centrata su di un mercato come quello milanese alla costante ricerca di genuinità artigianale, sia per l’impiego intelligente delle leve di comunicazione. Per dare vita alla sua attività Matteo ha infatti lanciato nel mese di luglio una campagna di crowdfunding su Gofundme con ottimi risultati.


Certo, viviamo in un’epoca irta di difficoltà e minacce, immersi a bagnomaria nella più straordinaria rivoluzione industriale che il mondo ricordi dall’età del vapore e del ferro. Avveduti, informati e disincantati come siamo, non crediamo più a niente, neppure alle favole. Eppure, se recuperassimo un poco di quell’ingenuo ottimismo che ha consentito ai nostri padri e ai nostri nonni di trasformare un insignificante paese uscito distrutto dalla guerra nella seconda potenza manifatturiera d’Europa, male non sarebbe. Quella voglia allegra di pensare il futuro e di provare a costruirlo in modo nuovo. Anche perché, senza pane, senza vino e senza passione, la vita non ha un gran sapore.



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