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se non paghi torno a casa

Aggiornamento: 23 mag 2023

“Hey, in questo mondo di ladri / C'è ancora un gruppo di amici / Che non si arrendono mai” cantava Antonello Venditti nell’ormai lontano 1988. Tra le molte forme di ruberia che ci affliggono, la categoria di chi compra un’auto a rate e non rispetta le scadenze deve aver indispettito in modo particolare i dirigenti della Ford. Al punto che l’impresa di Dearborn, Michigan, ha depositato un nuovo brevetto. In futuro le sue auto, in caso di mancato pagamento, saranno in grado di tornare da sole come pecorelle giudiziose dal concessionario dove sono state acquistate.


Ma non solo. Poiché in tutto esiste una gradualità, il “ritorno automatico” è l’ultima arma per costringere il compratore fraudolento a cacciare il grano come (non) dicono ad Harvard. Prima di questo esito fatale, il venditore potrà ordinare all’auto di compiere fastidiose azioni di disturbo che, al confronto, il Pierino di Alvaro Vitali fa parte dei Pueri cantores della Cappella Sistina, come il blocco della navigazione GPS e dell’aria condizionata, sino all’emissione di un “suono incessante e sgradevole”. Prima dell’ultima ratio del ritorno in concessionaria, il sistema potrebbe rendere inutilizzabile l’auto nel week-end consentendone tuttavia l’uso nel corso della settimana per non pregiudicare la capacità del debitore di pagare la rata.


Purtroppo (per fortuna?) anche in questa storia c’è un “se”. Tutto ciò è possibile solo su automobili a guida totalmente autonoma. Cosa ancora piuttosto al di là da venire. In proposito, Ford ha comunicato che per ora si tratta solo di ‘’un brevetto su una nuova invenzione e questo non rappresenta necessariamente un’indicazione di nuovi piani commerciali o di prodotto’’.


Questa vicenda ci spinge a riflettere sulla relazione che lega indissolubilmente il creditore al debitore. Non solo è antica quanto il mondo, ma è uno dei motori che lo mandano avanti. Fragile e delicata come tutte le relazioni vitali, si basa sulla fiducia reciproca e sulla capacità da parte dei venditori di “fiutare” l’affidabilità dell’acquirente. Certo, le aziende – giustamente – spingono le vendite. L’ultimo esempio è il “buy now pay later”, tecnica di credito al consumo proposto anche per acquisti di modesta entità. A volte accade che gli acquirenti perdano il controllo riguardo alla loro effettiva capacità di spesa. Tuttavia, come sempre bisogna distinguere: un conto sono gli errori commessi in buona fede, un altro è l’uso sistematico della buona fede altrui. Verrebbe da augurarsi che, in attesa di un’auto a guida totalmente autonoma, la prossima generazione fosse dotata di una serratura automatica. In caso di (ripetuto) mancato pagamento, il debitore seriale resterebbe imprigionato all’interno della vettura. Beninteso, senza passare dal via.







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